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Roma, il mondo raccontato attraverso il cinema

6 ott
Tempo di lettura: 2 min

I. Giannola


(immagine generata via AI)
(immagine generata via AI)

Dal 13 al 25 ottobre torna all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone la ventunesima Festa del Cinema di Roma. Sono 150 i film, provenienti da tutto il mondo che avranno il festival come vetrina, 18 invece quelli in gara.


La Festa del Cinema di Roma, in questa edizione, intende omaggiare l’iconica Monica Vitti, tra le maggiori interpreti del nostro cinema. Lo fa riprendendo l’indimenticabile scatto realizzato da Sergio Strizzi sul set de L’eclisse.


Nella tetralogia sull’incomunicabilità, Vitti interpreta l’inquietudine e il male di vivere della donna moderna. L’eclisse racconta l’alienazione dell’uomo anche attraverso il rapporto con gli spazi che lo circondano: l’EUR, con i suoi palazzi dalle geometrie perfette e i monumenti imponenti, diventa il riflesso della solitudine dietro il progresso. Nella frenesia della Borsa, dove ogni secondo si traduce in denaro, il movimento incessante accentua l’isolamento degli individui. Ed è forse questo a rendere Antonioni ancora attuale: oggi corriamo, rischiando di dimenticare di fermarci, vivere e sentire.


La Festa del Cinema, infatti, si conferma un evento sempre più coinvolgente, con l’obiettivo di orientare i giovani verso una visione plurale e critica del mondo.


Il tema centrale di questo 2026 è “il presente illuminato da storie personali”: raccontare ferite, rinascite e tematiche sociali complesse attraverso vicende individuali. Il mondo

contemporaneo, infatti, è frutto di esperienze collettive e, mettendole in scena, il cinema riesce a costruire una forte connessione empatica con lo spettatore.


Il film di apertura, “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, esplora la quotidianità di tre famiglie, illuminando le nevrosi, le fragilità e le gabbie invisibili che caratterizzano l’epoca attuale.


Tra i film presentati ci sarà anche “Se domani non torno” di Paola Randi, dedicato alla storia di Giulia Cecchettin. Un film che richiama l’importanza di denunciare, di lottare e di trasformare questa vicenda in un impegno comune per il cambiamento. Un impegno concreto che si riflette anche nell’obiettivo della Fondazione Giulia Cecchettin di “insegnare la bellezza dell’amore”, affinché una storia come questa possa essere davvero l’ultima.


L’invito più importante di questa ventunesima edizione è quello di lasciarsi coinvolgere

attivamente dagli eventi culturali e di comprendere il ruolo fondamentale del cinema, che non si esaurisce davanti a uno schermo, ma continua attraverso il confronto. Un’occasione per immedesimarsi nelle storie, riflettere sulla realtà che ci circonda e tornare alla quotidianità con una consapevolezza nuova.

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