top of page

Piramide Cestia: una finestra d’Egitto nel cuore di Roma

22 set
Tempo di lettura: 2 min

V. Giordano

Piramide Cestia (immagine generata tramite IA)
Piramide Cestia (immagine generata tramite IA)

In una delle zone più trafficate di Roma, tra Porta San Paolo e le Mura Aureliane, spicca un monumento piuttosto insolito, uno di quelli che sembrano appartenere ad un’altra città, o perfino a un altro continente. È lei, la maestosa ma spesso sottovalutata Piramide Cestia, una delle testimonianze più particolari della Roma antica e, paradossalmente, uno dei monumenti che migliaia di persone osservano quotidianamente senza davvero conoscerne la storia.

La piramide, costruita tra il 18 e il 12 a.C, fungeva da monumento funerario per Gaio Cestio, magistrato romano e membro di un collegio sacerdotale.

Cestio non era dunque né un imperatore né, naturalmente, un faraone. Ma allora perché scegliere proprio una piramide come tomba? Una scelta tanto particolare riflette probabilmente la grande fascinazione che l’antico Egitto esercitava sulla società romana dell’epoca a partire dalla conquista del regno egizio da parte di Ottaviano.

Alta più di 36 metri e ricoperta in marmo, la Piramide Cestia colpisce anche per l’enorme rapidità con cui venne realizzata. Un’iscrizione ivi ancora visibile testimonia infatti che la costruzione avrebbe dovuto essere completata entro soli 330 giorni, stando alle disposizioni testamentarie di Cestio. In caso contrario, gli eredi avrebbero addirittura rischiato di perdere parte dell’eredità.

Ma in quanti si sono interrogati su cosa nasconda quest’inusuale edificio romano? Dietro il suo imponente aspetto esterno si nasconde una camera funeraria relativamente piccola, decorata con affreschi di figure mitologiche, Vittorie alate e vari motivi ornamentali. La tomba venne però violata già nell’antichità quando buona parte del suo corredo funerario andò perduto.

La sopravvivenza della struttura Piramidale fino ai nostri giorni è legata anche a una fortunata circostanza: nel III secolo d.C., per pura praticità venne inglobata nelle Mura Aureliane, diventando parte del sistema difensivo della città. Nel Medioevo, quando se ne era ormai dimenticata la vera origine, si arrivò persino a credere che fosse la tomba di Remo, il fratello di Romolo.

Ciò che è certo è che oggi la Piramide Cestia rimane uno dei monumenti più singolari del paesaggio romano. Eppure, nonostante sia perfettamente visibile e ben conservata dall’esterno, visitarne l’interno è molto più difficile: il sito non è normalmente aperto alle visite e l’accesso avviene soprattutto in occasione di aperture straordinarie ed eventi. Un curioso destino per un monumento che tutti possono vedere, ma che soltanto pochi hanno avuto la possibilità di conoscere davvero dall’interno.

Commenti


bottom of page